SOCHI IN PILLOLE - PUNTATA 2

Infortuni, medaglie, metoriti, vacche e tutto quello che non sapevate su Sochi 2014

Secondo e ultimo appuntamento con le pillole da Sochi. I Giochi invernali in Russia sono terminati ma sono molte le curiosità che forse vi sono sfuggite durante questi ultimi giorni di gare. Come di consueto le Olimpiadi nascondo storie interessanti, altre divertenti.


Pensavate che, con il passare degli anni sulla vostra carta d’identità, il curling potesse essere l’occasione migliore per partecipare alle Olimpiadi? Dopo aver letto questa statistica forse cambierete idea: il British Journal of Sport Medicine ha accertato che la percentuale di infortuni negli atleti che praticano il curling è maggiore rispetto a quelli di slittino, biathlon, freestyle e pattinaggio velocità. Una sorpresa.

Oro, argento, bronzo e meteorite. A Sochi sono nate delle nuove medaglie, dieci per precisione e sono state consegnate agli atleti che hanno conquistato l’oro il 15 febbraio. La particolarità di queste medaglie è il contenuto, cioè un frammento del meteorite precipitato in Russia esattamente un anno prima.


Nella storia di ogni atleta di alto livello esistono i sacrifici fatti per raggiungere i propri risultati. La storia di Kaitlyn Ferrington, la statunitense oro nello snowboard half-pipe, però è singolare. La sua famiglia, proprietaria di un ranch nell’Idaho, per permettere alla figlia di coprire le spese per gli allenamenti, ha venduto l’incredibile cifra di 250 vacche, cioè tutti gli animali che erano in loro possesso. Per fortuna il ranch oggi vive con altre attività, altrimenti sarebbero rimasti con un oro in famiglia ma senza azienda.


E’ una norvegese la donna più vincente di sempre ai Giochi olimpici invernali. Marit Bjoergen campionessa dello sci di fondo, con le medaglie conquistate a Sochi, raggiunge le 10 medaglie, di cui 6 ori. Sorpassa così altri mostri sacri come Lidia Skoblikova, Lyobov Yegorova, Stefania Belmondo e Raisa Smetanina.

L’Italia a Sochi ha conquistato otto medaglie, due d’argento e sei di bronzo. Tre in più rispetto a Vancouver 2010 ma, questa volta, è mancato l’oro. Ma nella lista dei quarti posti, purtroppo, primeggiamo. Per otto volte in queste Olimpiadi abbiamo sfiorato il podio. E’ il segno che ci siamo ma che ci manca ancora un piccolo step per risalire dal ventiduesimo posto nel medagliere. Per il presidente del CONI Giovanni Malagò, quello di Sochi è stato un risultato più che positivo e si aspetta che nel 2018 in Corea si superino le 13 medaglie.

2453 test anti-doping, in aumento del 57% rispetto alle precedenti edizioni dei Giochi olimpici non sono bastati a spaventare i malintenzionati. Anche in questa edizione purtroppo si segnalano casi di atleti positivi a sostanze stimolanti, nel caso specifico la dymetylpentylamine che ha bloccato sia il bobbista azzurro William Frullani sia la biathleta tedesca Evi Sachenbacher-Stehle.

 

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24 febbraio 2014

Notizia redatta da Andrea Fauliri