NIENTE GIOIE GIALLOBLU'

Chievo ed Hellas si susseguono nella stessa giornata al Bentegodi ma contro Napoli e Spal arrivano una sconfitta e un pareggio che lasciano malcontento nelle tifoserie.

Verona – Per la quarta volta di questo campionato nella città di Giulietta si sono disputate, ad una manciata d’ore l’una dall’altra, la partita del Chievo e quella dell’Hellas Verona.

Questa settimana sul verde tappeto del Marc’Antonio Bentegodi è sceso prima il Napoli, reduce dalla sconfitta di Champions League con il Real Madrid, quindi la Spal. Due diversi universi: l’uno stellare, quello partenopeo, e l’altro più padano della Spal (per chi non lo sapesse è l’acronimo di Società polisportiva ars et labor).

In entrambe i casi, com’è ormai noto, le formazioni veronesi non hanno vinto. Il Chievo ha beccato tre reti e ne ha segnata una, il Verona non ha segnato né ha preso reti al passivo. Dunque palati insoddisfatti in entrambi i casi.

Veniamo ai singoli incontri. Il Chievo paradossalmente almeno un punto lo avrebbe potuto portare via, sarebbe bastato che ad un primo tempo eccessivamente molle, ne avesse fatto uno come il secondo, cioè gagliardo, quando il Napoli ha mostrato stanchezza e difficoltà a contenere in difesa ed a centrocampo i clivensi ricaricati, tant’è che i secondi 45 minuti sono terminati sull’1 a 1. Peccato però ci fosse lo 0-2 del primo tempo ad appesantire l’handicap.

E’ stato dunque un approccio troppo timido e riverente verso la terza forza del campionato, che stanca della battaglia di Madrid, avrebbe potuto essere matata se solo la si fosse asfissiata con robusto pressing, cosa di cui il Chievo è capace, ma che di fronte alle grandi smarrisce spesso e volentieri. Invece no, le si è permesso di giocare a suo piacimento. E con quel popò di tecnica che si ritrovano i suoi giocatori, non si poteva che andare sotto. Molto bello il goal dello scugnizzo Insigne.

L’altra parrocchia, quella dell’Hellas Verona, ha disputato una discreta partita contro un’avversaria in piena salute ed in corsa per la promozione, cioè la Spal. Ma di certo non sufficiente per aspirare al salto di categoria sperato.

Com’era prevedibile gli ospiti hanno creato un muro davanti al loro estremo difensore, con il risultato che l’Hellas è arrivato al tiro nello specchio della porta avversaria solo nel secondo tempo.

E’ fuori dubbio, già lo abbiamo detto, l’Hellas ha perso quello smalto che la contraddistingueva dalle altre squadre della serie B, facendone una prima della classe senza avversari. Un Hellas ch’era persino narcisista, tanto giocava bene e dava spettacolo. Ma si sa la serie B è rude, ed il lungo torneo spesso ridimensiona le aspirazioni, e quindi i sogni dei tifosi. 

 Nel caso veronese è bastato il Novara, perché i gialloblu entrassero in una spirale che ancora li tiene prigionieri di quello zero a quattro. Infatti non si assiste più al bel gioco fluido e veloce nelle sue diverse esecuzioni. Quello di oggi è prevedibile, e si infrange contro le varie barriere corallifere avversarie. Un gioco eccessivamente orizzontale e con poche soluzioni verticali, che, una volta arrivato nelle vicinanze dell’area avversaria, si esaurisce nell’eccesivo dialogo stretto, favorendo così le intasate aree avversarie.

Next stop a Frosinone, capoluogo della Ciociaria, dove ad attenderci c’è la capolista con due punti di vantaggio, e dove il tutto esaurito la dice lunga sull’importanza del match.

 

Massimo Rosa

direttore@panathlonarea1.it

 

(foto Hellas: Grigolini Fotoexpress – foto Chievo: Udali/A.C. Chievo Verona)

 

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22 febbraio 2017

Notizia redatta da Redazione