CHIEVO ED HELLAS IN STAFFETTA

Continua la staffetta tra le due squadre al Bentegodi in un calendario pazzo che le costringe a passarsi il testimone in un lasso di tempo sempre più risicato.

Si è chiusa l’ennesima 24 ore di football veronese. Ancora una volta il pazzo calendario del calcio dà il meglio o il peggio di se, propinando due incontri in un lasso di tempo così ridotto. Pensiamo che Verona sia l’unica città italiana ad avere questo trattamento. Sicuramente perché le due formazioni militano in due categorie diverse. Ma soprattutto questo accade per fare cassetta con la diretta televisiva, programmazione sempre più in maniera incasinata, almeno per chi segue il calcio. Quel giocare il sabato la serie B e la domenica la serie A è un ricordo assai lontano. Così bisogna stare attenti a cosa propone il piatto settimanale per non perdere il sacro appuntamento degli appassionati.

E’ stato di scena prima il Chievo di patron Campedelli che ha affrontato gli azzurri dell’Empoli scesi in riva all’Adige per fare punti, almeno così era nelle loro intenzioni. Invece se ne sono tornati con la pive nel sacco, perché a riceverli hanno trovato un sontuoso Chievo, autore di una splendida partita, che ha loro rifilato quattro sberle che hanno fatto sicuramente male. Tre delle quattro reti sono state di ottima fattura: la prima ad opera di inglese capace di fare una girata ed infilare nel sacco un diagonale imprendibile per il portiere avversario; la seconda ottenuta da una rapina di capitan Pellissier, capace come uno della Banda Bassotti a rubare il tempo al suo angelo custode, raggiungendo così quota 103 “peri” con la maglia clivense. L’ultima a chiusura di un’azione sviluppatasi da sinistra dove Gobbo ha fatto arrivare sulla testa di Inglese un’invitante palla, spizzicata dal centravanti che ha messo Birsa solo davanti al portiere per la rete del 3 a 0. La quarta è invece nata da uno stato di confusione nell’area di rigore empolese, in cui ad approfittarne è stato Cesar. Da sottolineare la splendida prova di Inglese, mai mobile prima d’ora come in questo match. A lui affianchiamo il solito Birsa, il gioiellino pronto al mercato del rialzo. Chievo – Empoli una partita da fini palati, veramente bella.

Ventiquattro ore dopo è stata la volta, come detto, dell’Hellas Verona contro le maglie bianconere dell’Ascoli nelle cui fila milita quel Cacia che a suon di goal traghettò il Verona nella massima serie. Di questo i tifosi gialloblù non se ne sono dimenticati, tributandogli una standing ovation sia all’ingresso sia al momento dell’abbandono del campo. Anche questo match, terminato con il risultato ad occhiali, è stato divertente. Da una parte i gialloblù reduci da una vittoria in quel di Brescia utile per la marcia verso la serie A, che comunque è ancora lontana, dall’altra gli ascolani distanti dai veronesi la bellezza di 28 punti, un evidente divario di tasso tecnico, che poi lo si è visto, ma molto moderatamente sul campo.

Un Verona volonteroso ma incapace di creare pericoli nei primi quarantacinque minuti, basti pensare che il primo tiro nello specchio della porta avversaria è avvenuto dopo trenta minuti di gioco. Un po’ poco. Si è più palesato uno stato di confusione, anche perché gli avversari, arroccandosi negli ultimi trenta metri, li attendevano per offendere in rapidi contropiede.

Diverso, e più appassionante la seconda parte del match, in cui l’Hellas ha messo il cuore, i muscoli e delle belle giocate. Ma il tutto inutilmente perché la Maginot eretta dagli ascolani si è dimostrata invalicabile.

Per la verità ci sono state alcune crepe, ma la dea fortuna aveva deciso di dire no ai padroni di casa. Una di queste è stata quando il Verona ha sbagliato un calcio di rigore con Romulo, che ha spedito troppo lentamente la palla nell’angolino basso alla destra di Skorupsky, facile da parare.

Altro momento è stato quando l’urlo del Bentegodi, alla palla finita in rete per l’agognato vantaggio, si è smorzato per l’annullamento di uno di quei millimetrici fuorigioco, che purtroppo solo i guardalinee vedono. Poi è stato il turno della traversa, oppostasi ai frombolieri con la maglia gialloblù. Una partita stregata, ma, come abbiamo già detto, divertente perché giocata ad un ritmo elevato e con tante emozioni.

Sabato 31^ giornata, e l’Hellas si reca a fare visita alla storica Pro Vercelli, blasonata società con sette scudetti di campioni d’Italia appuntati sul petto (1908-1922).

In campo dunque otto scudetti provinciali conquistati con il sudore e la passione. Vinca il migliore.

 

Massimo Rosa

diretttore@panathlonarea1.it

 

(foto: Udali/A.C. Chievo Verona – Francesco Grigolini Fotoexpress/Hellas Verona F.C.)

 

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15 marzo 2017

Notizia redatta da Redazione