DENIS PIAN, L’ARTE DELLA FOTOGRAFIA TRA MUSICA E MOTORI

Fotografia, sport e musica le arti che si fondono alla passione dietro alla reflex di Denis Pian.

Si torna a parlare di fotografia sportiva su Panathlon Planet, una vera e propria arte che in alcuni casi può trasformarsi anche in professione. L’aspetto principale di questo mondo, così come in quello sportivo, è la passione capace di farti cogliere i particolari e di curarli con amore e dedizione.

In questa intervista vi presento un amico, conosciuto quasi per caso grazie alla passione comune per la musica, elemento che mi piace sempre accomunare allo sport per la quantità di impegno che richiede nella preparazione e per le emozioni che è in grado di creare. Da qui poi la scoperta di altri elementi in comune come l’amore per la motocicletta e gli sport motoristici. Non potevo quindi lasciarmi scappare l’occasione di approfondire assieme a Denis questi argomenti e le sue numerose e suggestive esperienze per metterle a disposizione dei lettori.

Tutto comincia grazie al padre, amante della fotografia, quando inizia a scattare molto giovane e ad appassionarsi a questo mondo, ma solo verso il 2010 decide di intraprendere in maniera più costante e assidua questa strada.

Nel 2013 le prime esperienze lavorative in questo campo che l'hanno proiettato a lavorare con marchi come Diadora e Dainese, marchi con cui tuttora collabora.

Road Racing Core e Dainese sono state le due realtà che lo hanno portato a dare il vero senso a questa passione. Fotografare la SBK, il mondiale delle derivate di serie, e le Road Racing.

Fotografo ufficiale per questi due nomi per il TT dell’Isola di Man dal 2014 ad oggi.

Appassionato motociclista da molti anni e musicista da quando è ragazzo, la fotografia gli ha permesso di fondere tutte queste passioni in un unico linguaggio che non si dissocia mai da nessuno di questi tre mondi.

 

Ciao Denis e benvenuto sulle pagine di Panathlon Planet. La fotografia occupa una parte importante della tua vita, quando hai capito che poteva diventare un lavoro e quali sono stati gli step che ti hanno permesso di raggiungere questo risultato?

In totale onestà direi che tutto è successo per caso dopo una serie di eventi incredibili. Io non ricercavo una situazione professionale in questa mia passione ma poi è successo. Un giorno un cliente del negozio in cui lavoro mi disse che il fotografo che seguiva i suoi eventi non poteva fare un servizio per lui e chiese se me la fossi sentita di sostituirlo. Ecco devo essergli piaciuto molto perché da quel giorno mi presero con loro e da lì iniziò tutto!

 

Nella fotografia moderna, dove il digitale la fa da padrone, quanto conta la tecnica e quanto l’aspetto artistico?

La tecnica conta molto ma è fine a sé stessa se non hai nulla di tuo da dire.

 

Da quando esiste il digitale i programmi di editing hanno invaso il mercato e chiunque può provare a cimentarsi nella modifica dei propri scatti con risultati che a volte stravolgono lo scatto originale. Preferisci le foto naturali o quelle modificate a computer?

Ritengo impossibile non fare una minima modifica allo scatto originale. Il file grezzo, per quanto bello, spesso presenta delle caratteristiche che vanno corrette ma non amo il fotoritocco pesante anzi cerco di tenermi il più naturale possibile andando a correggere ben poche cose.

 

Veniamo al tuo rapporto con lo sport, in particolar modo con gli sport motoristici. Quali sono gli eventi sportivi più importanti che hai seguito?

In assoluto il Tourist Trophy dell'isola di Man! Era il mio sogno assistere a questa competizione e per tre anni di fila ho avuto il piacere di esserne fotografo accreditato. E questa cosa penso continuerà negli anni. Credo sia ciò che più amo fare al mondo.

 

Li hai raggiunti da amatore o il tuo è stato un percorso professionale fin dall’inizio?

Inizialmente ti avvicina la passione e l'amore per queste realtà poi tutto prende una piega più professionale. Ma in ogni caso per me resta e resterà sempre un’emozione indescrivibile che non farò mai per soldi ma per puro amore verso questo sport.

 

Parliamo di Tourist Trophy, un evento sportivo raccontato da tutti come unico e inimitabile denso di valori e cultura sportiva. Ci puoi raccontare qualcosa di quell’ambiente?

Difficile da riassumere in poche parole. Mi basta sentirlo nominare per avere emozioni fortissime. Il Tourist Trophy è qualcosa di incredibile, ti scuote dentro e ti sconvolge completamente. Tutto quello che credevi di sapere su questo sport non conta più nulla al passaggio della prima moto. Tutti gli equilibri sono stravolti. È la culla ancestrale del motociclismo. Lì si respira magia passione cuore e coraggio ad ogni metro. Nulla è come il TT dell'isola di man.

 

Che cosa vuol dire fotografare il motociclismo? Quali le particolarità nel fotografare il TT?

La cosa che stravolge ogni prospettiva nel fotografare il TT è che sei lì in strada a pochi metri, a volte cm, dai piloti che ti sfrecciano a 300 km/h scostandoti letteralmente con lo spostamento dell'aria. Non sei dietro a una recinzione. Le distanze sono così ridotte che la lunghezza focale degli obbiettivi e i tempi di scatto devono esser totalmente rivalutati. Zone d'ombra o di totale luce e a volte entrambe in pochi metri. Non è facile ma e una sfida incantevole.

 

Quali altri sport hai fotografato e quali ti incuriosiscono?

Non credo di aver voglia di fotografare altri sport ora come ora sono troppo innamorato delle due ruote e delle Road Racing ma se dovessi scegliere penso che rimarrei sugli sport motoristici, in particolare la 24h del Ring o di Le Mans, gare storiche e dense di emozioni.

 

Sappiamo del tuo rapporto particolare e intenso con la musica altra arte da affiancare alla fotografia. Riesci a trovare delle affinità tra il mondo sportivo e quello musicale dal tuo particolare punto di vista dietro all’obiettivo?

Congelare le immagini cercando di trasmettere delle emozioni è un concetto che funziona molto bene in entrambi i campi. Ho avuto il piacere di fotografare Dave Matthews mio idolo da sempre e se non ha eguagliato l'emozione di fotografare il TT poco ci manca.

 

Quali sono i personaggi dello sport e della musica che ti hanno colpito di più e quelli che hai fotografato con maggior piacere?

Per quando riguarda lo sport potrei dire almeno una decina di piloti del TT ma il mio preferito resta Michael Dunlop, il nipote del grande Joey, che ha uno stile unico, così aggressivo e cattivo. Un mastino. Nella musica Dave Matthews assolutamente.

 

In un mondo dove i giovani faticano a trovare occupazione credi che questo mestiere possa dare ancora opportunità? Quali consigli daresti ai giovani fotografi?

Purtroppo ci sono troppi ragazzi che dopo una settimana dall’acquisto di una reflex si firmano già PH (photographer). Tanti altri che ce l'hanno da molto tempo non si impegnano abbastanza nel mettere in pratica quelle poche regole base che servono in questo campo. Purtroppo chi invece ha la passione per farlo a volte non viene giustamente ricompensato. Non è facile emergere in questo mondo e portarsi a casa il pane. Consiglio sempre umiltà e fame di conoscenza se si vuole intraprendere questo cammino. C’è da dire che anche dall'altra parte molti clienti vogliono il lavoro subito, di alta qualità e possibilmente gratis o a prezzi irrisori. Insomma non è facile. Io consiglio sempre di farlo con passione e se ci si guadagna bene, se diventa un lavoro allora ancora meglio ma molti vendono fumo a gente che non ha occhi per riconoscere che i soldi andrebbero spesi meglio. Piedi per terra e testa sulle spalle e sarà un'avventura incredibile.

 

Foto: Maverick Pics – Denis Pian Photographer

Facebook: MaverickPics

Instagram: maverickpics_dp

 

 

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12 aprile 2017

Notizia redatta da Andrea Fauliri