FORUM INTERNAZIONALE SULLA CARTA DEI DOVERI DEL GENITORE NELLO SPORT

Primi consuntivi ed importanti indicazioni per il futuro dal Forum di Reggio Emilia

Il Panathlon Club Reggio Emilia ha magistralmente organizzato il Forum Internazionale del Panathlon International sulla “Carta dei Doveri del Genitore nello Sport. La giornata è stata aperta e coordinata dal Past President Giacomo Santini, il quale ha presentato gli ospiti: Pier Zappelli (Presidente Internazionale), Paul Standaert (Consigliere Internazionale), Julie Vollersten (pallavolista ed argento olimpico con gli USA nel 1984), Leopoldo Melli (Presidente Fondazione Sport Reggio Emilia) ed Ario Federici (Professore presso Università di Urbino).

La Carta dei Doveri – ha osservato il Presidente Zappelli – si pone quale ultimo e più attuale strumento per diffondere i valori dello Sport, in generale, e del Panathlon in particolare. Rappresenta il primo documento ideato con il metodo “bottom-up”, ovverosia con una consultazione dei panathleti durata quasi un anno. L’originalità della carta è testimoniata da due elementi caratteristici: in primo luogo è il primo documento creato e non semplicemente adottato dal Panathlon International. In secondo luogo, la Carta non si pone come un editto che impone doveri ed obblighi in capo ai genitori ma è strumenti di impulso dei genitori che ne riconosce un ruolo chiave nel contesto del mondo sportivo. Ma per raggiungere questo ambizioso obiettivo la Carta va divulgata a tutti i livelli istituzionali e sociali, ed in questo progetto i genitori rivestono un ruolo non solo primario, ma fondamentale.

Il CIO ha riconosciuto l’importanza della Carta, offrendo un contributo economico di 40mila euro per la sua diffusione e divulgazione. L’auspicio di Zappelli è che la carta venga adottata dal Comitato Olimpico Internazionale.

Sull’importanza ed attualità del tema dell’educazione dei genitori si è soffermato l’Assessore allo Sport del Comune di Reggio Emilia, auspicando che l’importanza del valore e del ruolo della Carta sia riconosciuta anche da chi governa lo Sport in Italia.

Non va sottaciuta – ha proseguito l’Assessore Rozzi – l’importanza del dialogo e del confronto tra i protagonisti dello Sport, ed in particolare tra le società sportive, che devono rappresentare i primi “tedofori” del messaggio educativo della Carta. Lo Sport, quale agenzia educativa dei giovani e dei ragazzi, deve porsi obiettivi più elevati e puntare ad educare i genitori. La Carta è in tal senso uno strumento eccezionale.

L’Assessore Rozzi ha quindi ripreso nel suo intervento molti dei temi istituzionali del Panathlon: lo Sport quale elemento forgiante del carattere delle persone, l’importanza relativa del risultato sportivo, l’aspetto sociale della partecipazione sportiva, la centralità del dialogo tra genitori e figli. Molto apprezzato il richiamo alla “serenità dell’errore”.

Il Past President Giacomo Santini, con comprovato mestiere ed esperienza, ha introdotto il secondo intervento del consigliere del P.I. Paul Standaert, ricordando ai numerosi delegati presenti in sala che la Carta è rimasta in pubblica consultazione per otto mesi nel corso del 2014, prima di essere formalmente adottata dal Board Internazionale. Santini ha sottolineato come la Carta sia indubbiamente un documento che “parla” di doveri ma non con un timbro impositivo, quanto invece esortativo. I presenti hanno potuto apprezzare l’attività promozionale organizzata dal Panathlon nel 2016 durante il Road Tour. Il Giro d’Italia è durato quasi l’intero anno ed ha interessato 17 località.

Paul Stendaert ha portato l’esperienza del distretto belga illustrando le iniziative adottate dalla Federazione Belga di Ginnastica, in primis con l’adozione di un codice etico particolarmente ispirato ai valori portanti del Panathlon.

Il movimento sportivo belga si è contraddistinto anche per altre due iniziative. La prima si intitola “Parents for Fair Play” – Genitori per il Fair Play, attività promossa dal Ministero dello Sport e dall’Associazione Francofona delle Società di Calcio per assicurare un contesto positivo prima, durante e dopo le partite, accogliendo i genitori dei giocatori, attorno al campo di gioco, controllando i conflitti a livello embrionale, ed intervenendo con tatto e diplomazia. I genitori della società US Neuville si sono aggiudicarti il premio Fair Play messo in palio da Panathlon Bruxelles Vallonia.

L’istituzione di un’organizzazione per la pratica dello sport integrato con la scuola rappresenta l’altra iniziativa promossa dal Panathlon Leuven, iniziativa che ha coinvolto 2400 scuole primarie ed 800 scuole secondarie. In particolare è stata conferita notevole importanza alla formazione di 500 istruttori ai quali è stata riconosciuta la qualifica di “Fair Play Coach”. Nel 2016 è stato promosso un sondaggio che ha interessato 3000 studenti di sei provincie ed ha raccolto quasi 2700 risposte su vari temi (educazione dei genitori, impianti, infrastrutture, fair play).

Julie Vollersten e Leopoldo Melli hanno contribuito al dibattito quali testimonials di eccezione. Oltre a ricordare che il “mestiere” di genitore sia oggi, più che mai, il mestiere più difficile del mondo, entrambi hanno rimarcato l’importanza dello Sport come aggregatore sociale di eccellenza, sottolineando il valore della sconfitta come stimolo per migliorare e raggiungere l’eccellenza. Ma lo Sport non è tutto nella vita dei nostri giovani: l’insegnamento e la Scuola mantengono la centralità del nostro sistema sociale. L’Italia sul punto si differenzia profondamente dal sistema statunitense, dove lo Sport non è in conflitto con la Scuola, ma al contrario assurge ad elemento primario nel sistema valutativo dell’alunno, integrando ed amalgamando il profitto scolastico con quello sportivo.

E’ entrato in scena il Professor Ario Federici che ha intrattenuto la platea con una lectio magistralis sulla “pedagogia genitoriale della consapevolezza”. Tutti i valori portanti della Carta sono stati declinati sotto i profili sociologico, pedagogico ed emozionale. Molti dei temi trattati, anche con l’ausilio di slides particolarmente efficaci ed incisive, hanno impressionato i presenti per la forza del contenuto e del messaggio. Federici ha puntato il dito sull’atteggiamento contraddittorio dei genitori che, pur avendo il dovere costituzionale di educare i figli, ineluttabilmente demandano ad altri (Scuola e Sport in primis) questo compito, salvo poi non riconoscere il potere correttivo dei terzi delegati, ma anzi contrapponendosi a questi talvolta anche in modo violento. Sorge così la necessità di educare la famiglia, e quindi i genitori, ad assumere scelte consapevoli. In questo la Carta si pone come strumento originale ed indispensabile per l’orientamento di quei genitori che hanno compreso l’importanza della cultura sportiva.

Quanto sia impegnativo il percorso ed ambizioso l’obiettivo della Carta, con specifico riguardo al suo primo articolo sulla scelta della disciplina sportiva, è risultato oltremodo chiaro quando il Prof. Federico ha riferito del rapporto CONI sullo Sport in Italia nel biennio 2013-2015: oltre l’80% dei genitori influenza la scelta della pratica sportiva dei figli, i quali seguono così fino ai 24 anni l’esempio dei genitori!

A rincuorare la platea hanno invece contribuito le considerazioni sul valore ludico e ricreativo dello Sport, ed in particolare la valenza dello Sport nel favorire l’inserimento dei soggetti disabili e disagiati, ricordando che anche Papa Francesco ha esaltato lo Sport quale strumento di unione sociale, fondamentale baluardo all’esasperato individualismo ed egoismo che connota l’odierna società.

Ma, al di là di tante ed interessantissime considerazioni, il messaggio di Federici che più di altri ha colto nel segno è questo: “il vero oggetto dell’educazione (sportiva) è la formazione della felicità”.

I lavori sono proseguiti con le testimonianze di cinque club (Napoli, Pavia, Messina, Lisbona e Carrara-Massa) sulle iniziative svolte a livello locale per la promozione della Carta.

A conclusione del Forum è intervenuto il Prefetto di Reggio Emilia, dott. Raffaele Ruberto, il quale ha rimarcato non solo l’importanza dello Sport nella formazione dei giovani, ma altresì la centralità dell’educazione dei genitori secondo i principi portati dalla Carta, condividendone così il contenuto e plaudendo alle attività promosse dal Panathlon International e, in particolare, dal Panathlon Club Reggio Emilia che ha ospitato il Forum presso lo storico Palazzo del Capitano del Popolo, splendido e scenografico palazzo del Cinquecento. A rappresentare il Panathlon Club Verona 1954 sono intervenuti Federico Loda, Carla Riolfi ed Antonio Roccioletti.

 

(fonte: Panathlon Verona 1954)

 

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12 aprile 2017

Notizia redatta da Redazione