DISCORSI DA VAR

Con l'avvento della VAR il mondo del calcio si ritrova senza argomenti di discussione. Sacrosanta la sua presenza ma va meglio regolamentata per non fermare lo spettacolo.

I Bar dello sport con la nascita della Var sono andati in crisi, causa il calo degli avventori di appassionati di calcio. La colpa è della VAR, che racconta la sua verità inappellabile. E allora manca il pepe della discordia settimanale, che non è cosa da poco.

Infatti con l’apparire dell’infernale video non c’è più il gusto delle chiacchiere su questo o quell’episodio dell’ultima partita. Non c’è più il piacere di correre all’appuntamento del lunedì per discutere i pro e i contro, secondo i punti di vista degli episodi salienti del match.

Oggi quando si entra in uno di quegli esercizi pubblici, noti covi di tifosi, in cui si consumavano discussioni fiume, prevale il più assoluto silenzio, quasi si fosse in uno di quei film degli anni ’60, regno dell’incomunicabilità, dove i registi Antonioni e Bergman eccellevano.

Così quel calcio che faceva esclamare ai tifosi di questa o quella squadra “Arbitro cornuto” è letteralmente scomparso. Oggi non solo al bar prevale il silenzio ma anche negli stadi, perché la Var è inappellabile, così quell’insulto tanto popolare sin dalla nascita del calcio in Italia non lo sentiremo più. Perché quel signore non ha più l’autorità, qualche volta se non spesso, arrogante di un tempo.

 Si è perso dunque, forzatamente, lo spirito polemico che è anche il sale del calcio. Oggi vince il raziocinio delle immagini, che scorpora il frame dell’azione mettendo in risalto ciò che l’occhio umano non vede.

La Var non suscita giudizi sulla sua corretta applicazione, la Var suscita solamente l’inconscio rammarico di denunciare la mutazione del tempo, e con esso delle nostre consuetudini ormai impolverate.

Quale funzione avrà la figura dell’arbitro da qui al futuro? Ci saranno ancora un padre e figlio che di cognome facevano Lo Bello o gli Agnolin o i Lanese o i Pierluigi Collina, che addirittura il regolamento lo interpretava a modo suo? O ci saranno piuttosto due signori seduti a bordo campo davanti al video che controlleranno il gioco, avendo affidato sul campo ai due capitani l’arbitraggio della partita? Come dire che la modernità farebbe fare un ritorno al passato, come accadeva nelle prime partite della vecchia Inghilterra, quando appunto i capitani arbitravano la partita sino a quando non arrivò il Referee (la persona di riferimento, cioè l’arbitro).

Allora Var o non Var? Var si, purché ci ridia la parola, si trovi la formula, altrimenti il calcio morirà ucciso per la mancanza dei discorsi da bar dello sport.

 

Massimo Rosa

direttore@panathlonarea1.it

 

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25 settembre 2017

Notizia redatta da Redazione