BERROCAL, LA SCULTURA E LO SPORT

Un artista di grande rilievo internazionale con opere nei musei di tutto il mondo.

Nel 1993 si inaugurava il Museo Olimpico. Fortemente voluto dal Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Juan Antonio Samaranch come segno tangibile dei principi di Pierre de Coubertin che si riassumono nel famoso motto del Movimento Olimpico: citius, altius, fortius. Motto che esprime la filosofia dei Giochi Olimpici e dello sport: lo sport va praticato con l’obiettivo della vittoria, ma la vittoria va ricercata con fair play, generosità, lealtà, senza violenza e sempre rispettando l’avversario. La missione del Movimento Olimpico è di unire lo sport a la cultura e all'educazione e contribuire a costruire un mondo migliore grazie allo sport praticato tra i popoli con spirito di pace, di rispetto, di amicizia e di eccellenza.

Questa fu la richiesta fatta da J.A.Samaranch allo scultore spagnolo Miguel Berrocal: creare una scultura monumentale come simbolo di questi ideali. Essa doveva colpire l'attenzione del pubblico del Padiglione Olimpico all'Expo di Siviglia del 1992: milioni di visitatori dovevano rimanere a bocca aperta! Alla fine dell'Expo, l'opera sarebbe stata collocata in permanenza all'ingresso del Museo Olimpico di prossima apertura a Losanna.

Ma chi è Miguel Berrocal? E cosa si inventò per soddisfare le aspettative di così importante ed esigente committente?

Miguel Ortiz Berrocal, (1933-2006) è nato nel 1933 a Villanueva de Algaidas, Malaga, Spagna. Matematico ed architetto di formazione, ha lavorato da giovanissimo a Roma, per poi soggiornare a Parigi e stabilirsi finalmente nel 1964 a Negrar, in Valpolicella dove è rimasto per oltre quarant'anni sino al 2005 data in cui si è trasferito di nuovo nel suo paese di origine in Andalusia dove è deceduto nel 2006.

Artista di grande rilievo internazionale,le sue opere sono presenti nelle più prestigiose collezioni pubbliche e private, e nei principali Musei, e luoghi pubblici del mondo.  Più noto per le sue opere di piccolo formato, smontabili in diversi elementi come dei rompicapo, editate in serie limitate, "i multipli" una pratica molto in uso nell'antichità come lo ha mirabilmente evidenziato la mostra "multiple classics" curata da Salvatore Settis per la Fondazione Prada di Milano.

Berrocal non ha solo realizzato opere di piccolo formato, ma anche opere monumentali a formato urbano.  550 opere figurano nel catalogo generale delle sue sculture e quello delle opere pittoriche ne conta 15.000. La fondazione creata in Spagna nel 2007 per proteggere, conservare e diffondere il suo vasto lascito creativo è oggi il referente per qualsiasi ricerca sulla sua opera. (Fundación Escultor Berrocal: www.berrocal.net )

Un decennio prima dell'avvento dell'Apple II e del successo di Steve Jobbs, Berrocal crea delle opere in 3D senza l'aiuto del computer. La sua ricerca estetica si sviluppa al confine tra arte e scienza, il trattamento plastico del vuoto, la scomposizione del tutto in frammenti perfettamente organizzati tra di loro, il gusto per la metamorfosi delle forme,che provocano meraviglia e sorpresa nello spettatore e la sua particolare visione tridimensionale dello spazio, fanno di quest'artista un precursore unico e singolare delle correnti più attuali dell'arte.

Oltrepassando i canoni della statuaria tradizionale, Berrocal ha voluto superare l’aspetto esterno della forma, scomponendo le sue opere in vari elementi incastrati tra di loro, ed andare oltre la superficie della scultura, immaginando un prolungamento interno dei volumi esterni che delimitano l’opera: una “scultura” dentro la scultura.

Dice Berrocal: «La Scultura classica si appoggia su una finzione un "trompe l'oeil", una bocca aperta non è altro che un buco scavato ad arte e che non corrisponde a nessuna realtà fisiologica interna; un braccio teso, un ginocchio piegato o qualsiasi altro movimento non trovano la loro articolazione corrispondente all'interno della forma scolpita. In altre parole, questa "quarta dimensione" che è lo spazio interno del corpo umano non è mai stato esplorato o considerato importante in un senso plastico dagli scultori, se non come un'anatomia sottintesa a determinare la forma esterna. Gli incastri e le scomposizioni delle  mie sculture sono la ricerca di una soluzione a questo problema plastico: occupando il vuoto dello spazio interno di una forma con  un'altra costruzione di volumi si scopre un'altra realtà, ho voluto creare una scultura della quale i volumi esterni sono lo sviluppo - o l'origine - di "un'altra anatomia" di volumi nascosti, che può essere scoperta solo  guardando oltre la superficie,  smontando l'opera negli elementi che la compongono e così partecipare attivamente al processo di creazione».

E ci invita a riflettere: "Che il vuoto non sia l'anima, piuttosto che l'ombra delle forme? Lo spazio vuoto è vivo quanto il pieno. Guardarlo!"

Di scultura in scultura Le scomposizioni interiori si fanno sempre più complesse e preziose ma le forme esterne sono semplici e antropomorfe le opere si raggruppano intorno a pochi temi classici ed essenziali: le figure femminili, i torsi maschili.

Ma torniamo alla scultura creata per il Comitato Olimpico: cosa si inventò Berrocal per soddisfare le aspettative del suo committente? Qual'è il sottile filo rosso che guida l'artista dall'idea all'opera compiuta? L'idea venne all'artista quasi subito, ma doveva verificare l'assoluta fattibilità del suo progetto, aveva solo due mesi di tempo prima della riunione generale del Comitato Olimpico Internazionale che lo avrebbe approvato.

La prima ispirazione venne dalla matematica e la teoria dei Nodi Borromei e dal disegno formato dai cerchi olimpici, leggendo questa forma in pianta orizzontale, e prolungando i cerchi verso il basso si ottiene un parallelepipedo formato da colonne verticali che combaciano tra di loro. Tutto è ancora in embrione, ma il ricordo delle sculture greco-romane viste al museo delle terme di Roma e al museo archeologico di Napoli, già da forma a queste colonne modellandole in muscolatura e trasformandole in un possente torso d'atleta alto 4 metri formato da sei elementi verticali che combaciano tra di loro.

Manca ancora qualcosa...come creare lo stupore e la meraviglia richiesti da J.A.Samaranch? Un atleta è una forma in movimento, l'Olimpismo è un movimento quindi movimento sia! Questa imponente scultura si muove: Un primo movimento di traslazione degli elementi verticali, Il torso si apre, scompare la figurazione, le colonne girano su se stesse con un movimento regolare e poi tornano lentamente ad unirsi. Il complicato meccanismo elettronico che consente che la trasformazione abbia luogo, è nascosto all'interno della base della scultura.

VIDEO: Miguel Berrocal, Citius Altius Fortius. Buste mobile. Mobile work of art

La costruzione di questo capolavoro è durata un anno e mezzo. Oggi il torso di Berrocal accoglie i visitatori all'ingresso del Museo Olimpico, ha di fronte i il braciere olimpico,il suo titolo? Citius, Altius, Fortius, naturalmente.

Berrocal ha realizzato altre sculture inerenti allo sport tra cui il "torso Hellas per la vincita dello scudetto" il trofeo del Fair Play per la FIFA spagnola e la colomba olimpica per commemorare la firma dell'accordo sulla tregua olimpica all'ONU e consegnata dal Presidente del COI a tutti i capi di stato dei paesi firmatari.

 

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23 ottobre 2017

Notizia redatta da Maria Cristina Blais