CHIEVO CON APLOMB INGLESE

La vittoria sulla Spal proietta il Chievo verso le zone alte della classifica. Convince l'atteggiamento degli uomini di Maran.

Al Marc’Antonio Bentegodi è stata di scena la Spal, gradito ritorno a Verona dopo ventitré anni, tempo in cui Maran era ancora un giocatore del Chievo. Anche questa volta è stata una vittoria di misura, ha vinto il Chievo per 2 a 1. Si è giocato sotto una pioggia battente per l’intera durata della gara, ciò, però, non ha impedito di assistere ad una buona partita.

Due tempi distinti per i contenuti: il primo ha messo in mostra una buona squadra emiliana, il secondo ha esaltato il gioco dei padroni di casa.

La Spal nei primi quarantacinque minuti ha palesato un gioco fatto di anticipi e veloce con folate pericolose verso l’area avversaria, esaltate soprattutto da quel diavoletto di Lazzari, ala old style, che portava in vantaggio i biancocelesti bevendosi il proprio angelo custode e facendo carambolare la palla tirata su Cesar che deviava alle spalle di Sorrentino. Il Chievo alla mazzata, si era al minuto 16, continuava a giocare come se non fosse avvenuto alcunché. Tanto che la Spal seguitava imperterrita ad imporre il gioco, grazie anche ad un saggio centrocampo, che ora difendeva, ora rovesciava in avanti i palloni per i propri attaccanti. Il Chievo intanto non dava segni di reazione, anzi se non fosse stato per Sorrentino, che effettuava tre parate decisive, una dietro l’altra, i padroni di casa si sarebbero trovati sotto un’altra volta. Ma così non è stato. E nell’intervallo Maran, come sempre accade negli spogliatoi, deve avere dato un pizzicotto ad ognuno dei propri giocatori per riportarli alla realtà.

Infatti, alla ripresa del secondo tempo, la partita è diametralmente cambiata. Il Chievo cominciava a macinare gioco, s’impadroniva del centrocampo, anticipava continuamente gli avversari, faceva girare palla, innestando il gioco sulle fasce e rendendosi finalmente pericoloso, anche grazie all’entrata di capitan Pellissier, che sostituiva uno spento Meggiorini, che dava un buon impulso alla fase offensiva. Così al ventesimo Inglese perveniva al pareggio e, sedici minuti dopo, al vantaggio definitivo, imbeccato proprio da una palla in profondità dell’eterno capitano.

Una vittoria importante, come lo sono tutte, che proietta il Chievo a venti punti, ma soprattutto che ha palesato la calma olimpica dei clivensi, come lo sono le grandi squadre.

Da segnalare l’ottima prova del giovane Bastien, classe 96, e quella di De Paoli, classe 97, quest’ultimo ormai una sicurezza.

 

Massimo Rosa

direttore@panathlonarea1.it

 

(foto: Udali/A.C. Chievo Verona)

 

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01 dicembre 2017

Notizia redatta da Redazione