JUVENTUS, DIRITTO DI CLASSE

Con uno show di Dybala la Juventus supera di forza (3-1) l'Hellas nell'ultimo appuntamento del 2017.

A Verona non si è ripetuta la vittoria sulla Juventus come in quel 17 dicembre 1926. Il Verona d’allora aveva compiuto un miracolo: altri tempi, altro calcio. Oggi quei miracoli risultano assai difficili. Troppa la differenza di gioco, di tecnica, di giocatori, di agonismo, di tutto. La Juventus d’oggi per perdere dovrebbe fare harakiri, d’altra parte, non per niente, gli ultimi sei scudetti se li è cuciti sul petto, grazie a quella fame di vittoria che la società sa trasmettere ai propri giocatori, scegliendo dei calciatori fatti apposta per lei.

I bianconeri, questa sera in completa tenuta gialla clivense (chissà perché per vedere le casacche bianconere ci si deve recare a Torino. Una delle bizzarrie italiane dettate dalla tv ?), hanno mostrato, ancora una volta, di avere un eccellente impianto di gioco, e qui non sofistichiamo sui moduli di cui tutti sanno qualcosa, se non di più. Ciò che è impressionante è vedere gli undici in campo che sembrano moltiplicarsi, tanto è costante il movimento ed il loro dinamismo, un movimento continuo in ogni dove del campo che finisce per frastornare gli avversari. Si badi bene qui non si è trattato di avere come avversario il Verona penultimo in classifica, quindi un undici con risorse limitate, si è trattato invece di vedere l’impegno profuso da una squadra che è in ugual misura di fronte ai piccoli come ai grandi, senza alcuna distinzione di comportamento.

Del Verona cosa dire se non che si è profusa nei limiti del possibile per cercare di limitare i danni, ma il divario tecnico è stato impietoso. Nella sconfitta hanno comunque dimostrato carattere, e questo potrebbe lasciare ben sperare (il condizionale è d’obbligo, visto che ad una partita gagliarda ne alternano una sottotono e mordente, vedi Udine) anche se il prossimo avversario sarà il Napoli. Chissà se San Gennaro vorrà aiutare i più deboli. Da segnalare tra i gialloblù che non hanno sfigurato (perché dotati di tecnica e condizione) Martin Caceres, purtroppo in partenza, autore di una bella rete, Daniele Verde, bello da vedere con i suoi dribbling e cross sulla fascia, ed il solito Romulo per le sue solite sgroppate lungo la linea dell’out. Gli altri hanno fatto quello che hanno potuto, e diversamente era impensabile.

La partita nel suo insieme non è stata eccezionale, per i motivi che abbiamo appena raccontato. Anche perché i torinesi l’ammazzavano già al minuto 5 andando in vantaggio con Matuidi, che sopraggiungeva da dietro raccogliendo una palla respinta dal palo su un tiro velenoso di El Pipita. Il primo tempo è stato un sol monologo torinese, in cui emergeva la voglia dell’incontenibile Pablito Dybala, autore fantasioso di splendide giocate e la voglia di Gonzalo di fare goal ma, purtroppo per lui, il numero uno veronese gli impediva questa gioia.

Nel secondo invece la Juventus tirava i remi in barca, quel difetto che fa imbestialire Mister Massimiliano, così al minuto 13 l’ex di turno (erano tre dalla parte veronese), l’uruguagio Caceres, s’infilava tra Matuidi e Khedira, rubando loro palla, lasciando partire un tiro di precisione che batteva il portiere juventino dal nome come un codice fiscale. Era l’insperato pareggio. Tripudio sugli spalti (30 mila spettatori, record stagionale: 11 mila abbonati, il resto biglietti venduti per il sold out che ha fatto felice il presidente Setti). La Juve non ci stava, ed ancora una volta mostrava la fame di vittoria, così al minuto 26 ristabiliva il vantaggio con una rete di Dybala che, appostato a qualche passo dalla porta giallobù, riceveva un cross dalla destra di Bernardeschi, entrato all’inizio del secondo tempo, deviandolo irrimediabilmente alle spalle di Nicolas. Ristabilite le gerarchie di gioco i bianconeri triplicavano sei minuti dopo con un’azione strepitosa del solito numero dieci, il quale non trovava di meglio che infilare una serie di avversari con un dribbling veloce e scagliare la palla in rete una volta entrato in area di rigore. Evidentemente la panchina ha fatto bene al gioiello argentino, anzi nel caso di Verona anche troppo che, udite udite, segnava una doppietta di destro.

In conclusione la Juventus è come un’orchestra sinfonica, i cui solisti costituiscono un unico amalgama e la cui musica ipnotizza gli avversari. Così è stato anche per l’Hellas Verona.

 

Next stop l’Hellas si recherà al San Paolo per incontrare la prima della classe, le speranze non sono troppe, anzi sono ridotte al lumicino…ma, mai dire mai.

 

Massimo Rosa

direttore@panathlonarea1.it

 

Le dichiarazioni del centrocampista gialloblù Daniel Bessa, rilasciate al termine di Hellas Verona-Juventus, 19a giornata della Serie A TIM 2017/18.

«Questa partita ci ha detto che se mettiamo in campo tutto quello che abbiamo possiamo tenere testa anche a queste squadre che sulla carta sono fortissime. Nel finale di gara concedere qualcosa lo si paga caro, ma oggi come col Milan l'atteggiamento è stato giusto anche senza raccogliere punti. Di questo dobbiamo essere contenti, perché dopo una batosta come quella di Udine non era facile rialzarsi subito. Non possiamo ripetere prestazioni di quel tipo, e oggi era il momento di dimostrare che non siamo quelli, dobbiamo limitare al massimo gli errori. E migliorare tutti, anche individualmente, per raggiungere insieme il nostro obiettivo. Il mio rendimento? Mi sento sempre meglio, rispondo bene al lavoro e posso solo migliorare».

 

(fonte: Hellas Verona F.C. – foto: Francesco Grigolini Fotoexpress)

 

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02 gennaio 2018

Notizia redatta da Redazione