DECIDE SEMPRE LUI

Nuove considerazioni sul calcio italiano e sul rapporto di amore e odio con la VAR.

Ricordate il titolo del nostro articolo “Crisi dei Bar dello Sport: il silenzio regna sovrano, parla la Var”, che si chiudeva con queste parole? …Allora Var o non Var? Var si, purché ci ridia la parola, si trovi la formula, altrimenti il calcio morirà ucciso per la mancanza dei discorsi da bar dello sport”.

Il nostro auspicio non è rimasto inascoltato grazie alla Juventus, sempre e solo lei protagonista del calcio italiano nel bene o nel male, che ha riempito i giornali dopo la partita con il Cagliari, per un mani in area di rigore non concesso dall’arbitro, il quale non ha ritenuto avvalersi della VAR, perché ciò che aveva visto era stato sufficiente nel non decretare la massima punizione.

Apriti cielo! La VAR tanto apprezzata all’inizio di questo campionato è ora demonizzata come al servizio delle grandi (La Juve alla prima della stagione, proprio contro il Cagliari, aveva subito il primo storico rigore decretato dalla VAR, inaugurando così il nuovo corso).

L’IFAB (International Football Association Board), il massimo organo calcistico in fatto di legislazione calcistica, afferma, a proposito dell’intervento dell’arbitro come nel nostro caso, che:” la VAR è usata soltanto per quattro categorie di situazioni (reti, calci di rigore, espulsioni dirette, scambio di identità), e soltanto quando un chiaro errore è stato commesso dall'arbitro centrale.

Per obbligare alla video-assistenza dunque ci deve essere un errore, che però è considerato tale in caso di una parata, di uno schiaffo al pallone, ma non per un tocco”. In questo caso il tocco è stato giudicato involontario, quindi non punibile con un rigore.

Gli ultimi riferimenti si rifanno a Lazio-Torino, Napoli-Crotone e Cagliari-Juventus.

Dunque anche la VAR, che sembrava la panacea per risolvere i mali del calcio, è messa in discussione, perché ancora una volta l’interpretazione del regolamento da parte del direttore di gara è il suo grande limite.

Dunque i problemi restano irrisolti, la VAR è messa in discussione, non solo per l’ultimo episodio con i bianconeri ma ogni santa domenica, a seconda per chi si tifi.

Così il pericolo da noi paventato sui discorsi da Bar dello Sport è rientrato. Ora possiamo tornare a discutere al nostro Bar preferito. E finché c’è discussione c’è vita.

 

Massimo Rosa

direttore@panathlonarea1.it

 

 

P.S.

1. Da segnalare quello sguaiato titolo del quotidiano Roma di Napoli, da parte del suo direttore, “E’ fuga con la Rubentus”, poco in sintonia con la deontologia giornalistica.

2. L'arbitro teramano Giampaolo Calvarese in queste prime venti giornate non ha mai utilizzato la VAR.

 

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10 gennaio 2018

Notizia redatta da Redazione