VERONA? NO, LITTLE BIG HORN

Contro l'Atalanta ennesimo pesante capitombolo dell'Hellas che aveva illuso pochi giorni prima con la vittoria nel derby.

Quella della 29^ di campionato potrà essere ricordata come la “Little Big Horn” del calcio veronese, solo che in quest’occasione non c’erano i pellerossa di Cavallo Pazzo (Crazy Horse) ad annientare il 7° Cavalleria del tenente colonnello George Armstrong Custer ma gli uomini del generale Gian Piero Gasperini in maglia nerazzurra dell’Atalanta, e senza piume di guerra. Il risultato è stato inequivocabile: 5 a 0 per gli orobici e tanti saluti.

Ieri non abbiamo scoperto alcunché di nuovo sul fronte gialloblù perché abbiamo assistito alla solita metamorfosi ripetitiva nel corso di questo campionato degli uomini di Fabio Pecchia, capaci di illudere i propri tifosi alla luce degli ultimi due risultati con le preziose vittorie contro il Torino ed il Chievo, grazie ad un ritrovato entusiasmo e ad un gioco collettivo che aveva regalato sei punti di speranza.

Ieri di tutto ciò neanche l’ombra. Una squadra balbettante e rassegnata di fronte a quello che non era certamente il Real Madrid, anche se questi sono stati scambiati per i Blancos (erano infatti in tenuta bianca), ma l’Atalanta Bergamasca. Una squadra che pratica un bel gioco e che in questo campionato ha consolidato ulteriormente quello scorso.

L’Hellas da canto suo sembrava frastornato ed incapace di opporre resistenza agli attacchi di Papo Gomez & Company, troppo rapidi ed in grado di sfondare sia sulle ali che centralmente. Un’Atalanta forte in ogni reparto che ha messo in mostra undici ragazzi dai piedi buoni e dalle idee chiare ed un Verona, per contra, dimesso ed impaurito dalla veemenza degli attacchi avversari, incapace di organizzare un gioco quantomeno accettabile. Così è maturata questa storica débâcle.

La pesante sconfitta non pregiudica ancora l’obiettivo salvezza mancando ancora nove giornate al termine di questa stagione, certo che qualcosa di più bisognerà fare.

C’è ora una decina di giorni sosta, tempo per leccarsi le ferite e tempo per ricaricare le pile, nella speranza che esca una nuova energia di cui l’Hellas ha gran bisogno.

Next stop Inter, una partita proibitiva sulla carta ma conoscendo l’incostanza dei milanesi c’è da sperare che stacchino la luce e regalino alla nave veronese un porto sicuro in cui riparare.

Dunque dimentichiamo quel 25 giugno 1876, quello della battaglia di Little Big Horn, e suoniamo la carica della riscossa, per dire finalmente “Arrivano i nostri”.

Massimo Rosa

direttore@panathlonarea1.it

Le principali dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Fabio Pecchia al termine di Hellas Verona-Atalanta, 29a giornata della Serie A TIM 2017/18

«Vista la prestazione dimostrata in campo ci meritiamo questa sconfitta, arrivata contro una squadra in grande forma e molto preparata. È una partita da cui dobbiamo saper trovare gli stimoli e le lezioni giuste per il futuro, per andare avanti con umiltà e concentrazione. Abbiamo sofferto sulle cose in cui siamo più insicuri, quando non riusciamo ad affrontare la gara con il piglio che sappiamo, passiamo in svantaggio facilmente e da lì diventa tutto più difficile. La pausa? Importante per poter recuperare la condizione di qualche nostro giocatore e le energie giuste a livello fisico e mentale; dobbiamo sempre giocare al massimo delle nostre possibilità. Salvezza? Si può perdere 1-0 o 5-0, i gol di scarto sono pesanti ma arrivati a questo punto della stagione dobbiamo essere capaci di lasciarci alle spalle le cose negative e di guardare sempre avanti, siamo ancora a 3 punti dal nostro obiettivo».

(fonte: Hellas Verona F.C.)

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20 marzo 2018

Notizia redatta da Redazione