LO STATO DI SALUTE DI TORINO E DI CORTINA

Chi potrebbe ospitare le Olimpiadi Invernali? Una breve analisi sulle due località, tanto per farsi un'idea.

E’ di questi giorni che sui giornali si parla di Olimpiadi invernali.

A fare battere le tastiere delle agenzie sull’argomento ci ha pensato il 5 Stelle con la richiesta del primo cittadino di Torino Chiara Appendino, benedetta da Beppe grillo, quello stesso che aveva detto un “Niet” alle aspirazioni romane in versione estiva.

Questa volta hanno invertito la rotta ed hanno deciso che Torino potrebbe ospitare i Giochi Olimpici del 2016.

Come nel caso di Roma gli scettici non mancano anche in questa circostanza sciorinando i dati negativi della precedente edizione: il primo che salta all’occhio, come si leggeva, tra l’altro, in un articolo sul Corriere della Sera (21.12.2014) a firma di Marco Imarisi, è quello relativo al Villaggio Olimpico costato 145 milioni di euro, completamente dimenticato e fatiscente, rifugio di disadattati, una sorta di Casbah inavvicinabile nel centro della città sabauda. Da Torino agli impianti che hanno ospitato le gare il passo è breve…e i soldi spesi sono lì abbandonati da quel dì, come la pista di bob, una cattedrale nel deserto, costata 140 milioni sempre della moneta europea, completamente lasciata alla sua mercé, che ha arricchito le tasche dei ladri in questi anni asportando tutto ciò che si poteva: fili di rame ed altro materiale. E pensare che i cugini d’Oltralpe avevano offerto l’utilizzo del vicino impianto di La Plagne, ma in questo caso il no dello sciovinismo italico prevalse, così si preferì costruire l’impianto.

Per aggiungere spese a spese mettiamoci anche il trampolino costato solo 37 milionate di bigliettoni, con un costo di gestione annuo di circa 2 milioni, utilizzato solo un paio di volte nel periodo post olimpico. Per non parlare della pista di Biathlon costata qualcosa come 6 milioni o di quella del fondo.

Ora i costi di un’Olimpiade è risaputo essere ingenti e ciò sarebbe sopportabile se seguisse una messa ad utilizzo, che vorrebbe anche dire manutenzione, delle opere con relativi introiti. Ma se si dimentica questo è meglio non ripetere (l’esperienza), come faceva il grande Paganini.

Dunque tutti bravi a spendere ma asini nel perdere tutto quello che avrebbe dovuto alimentare delle proficue attività, una su tutte il turismo, visto, tra l’altro, che si tratta della Vialattea, vasta area alpina degli sport invernali.

Alla candidatura di Torino ha fatto eco il governatore del Veneto Luca Zaia rilanciando l’area Veneto-Tretino/Alto Adige, paradiso dolomitico di quella macroregione, ad ospitare le Olimpiadi 2026. Una vasta area che ha nei suoi oltre 1.200 km di splendide piste il regno incontrastato mondiale dello sci alpino, dove sono già ospitate in Val Gardena, in Val Badia e Cortina, prove di Coppa del mondo.

Addirittura Cortina è candidata unica a Mondiali 2021. Ebbene, viene da chiedersi, con tutto quel popò che abbiamo perché Zaia trova solo di rimbalzo a proporre un’Olimpiade?

Se pensiamo che oltre ai già citati 1.200 km di piste, alla Coppa del Mondo, alla candidatura di un Mondiale, l’area in questione possiede già le strutture per ospitare i Giochi Olimpici: Impianti di pattinaggio (Bolzano e vallate), piste per lo sci nordico (Tesero), pista per il Biathlon (Anterselva), Trampolino (Predazzo), Hockey su ghiaccio (Bolzano, Cortina e vallate), Curling (Cortina). A parte questo tutta quest’area vanta una ricettività alberghiera e di divertimento di primordine.

Non dimenticando la viabilità le ferrovie e gli aeroporti per raggiungere le diverse destinazioni.

In conclusione un'Olimpiade dai costi contenuti, con la sicurezza che il post Giochi avrà un seguito.

Nelle foto 1/2 L'abbandonato trampolino di Pragelato; nella terza lo Stadio del Ghiaccio di Corina

Massimo Rosa

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25 marzo 2018

Notizia redatta da Redazione