LA PARTITA NON SI GIOCA. 1-0 PER LE MINACCE

Annullata la prestigiosa amichevole tra Argentina e Israele che per i palestinesi sarebbe stata uno "strumento di ricatto politico".

Dolenti o nolenti Gerusalemme è la capitale di Israele, non lo è solo da qualche settimana perché gli Usa hanno deciso di aprire la loro ambasciata ed è così ritornata agli onori delle polemiche, lo è perché Israele l’ha riconquistata nel 1967 e da allora ne è la capitale, anche perché la Knesset (Parlamento) si trova lì, come è logico sia.

Fatta questa premessa, è ormai risaputo che la partita amichevole tra la nazionale di calcio d’Israele e quella dell’Argentina si sarebbe dovuta disputare allo stadio Teddy Kollek della Città Santa, capace di 32 mila posti, già sold-out da tempo vista la caratura dell’ospite.

Allora quale migliore asso potevano avere in mano i vicini di casa se non quello di fare abortire il prestigioso match? Si dice, a leggere i giornali, con le minacce ricevute da Lionel Messi, il pezzo da 90 per eccellenza dei biancoazzurri a strisce.

Infatti: “Domenica il boss del calcio palestinese Jibril Rajoub aveva invitato Messi a non giocare a Gerusalemme e aveva esortato i fan a bruciare le magliette con il suo nome se invece lo avesse fatto. La Federcalcio palestinese ha per questo accolto positivamente l'annullamento della partita, affermando che così lo sport non sarà usato come "strumento di ricatto politico".

Quanta ipocrisia in questa affermazione!

"Da quando hanno annunciato che avrebbero giocato in Israele - ha detto la ministra dello Sport Miri Regev - gruppi terroristici hanno inoltrato ai giocatori della nazionale argentina e ai loro congiunti messaggi e lettere, includendo chiare minacce che avrebbero colpito loro e le loro famiglie". Hanno anche associato "immagini video di bambini morti".

(Mediaset)

Dunque l’Argentina tra le imbarazzate scuse ha così preferito rinunciare al match, dandola così vinta a chi usa la paura per ottenere risultati: Ed a proposito mai metafora araba fu più veritiera: “La paura è come un cane, se scappi morde”. Così è stato.

Massimo Rosa

direttore@panathlonarea1.it

Vuoi contattare la redazione di Panathlon Planet? Scrivi a redazione@panathlonarea1.it

10 giugno 2018

Notizia redatta da Redazione