2015 - ADIDAS, PUMA E I FRATELLI DASSLER

Una piccola cittadina della Germania ha dato i natali a due marchi che hanno conquistato il mercato mondiale dell'abbigliamento sportivo.

Ieri sera, 1 settembre 2018, Rai Movie ha voluto raccontare questa storia che Panathlon Planet vi aveva proposto già nel 2015. Riviviamola assieme.

Nel cuore della Baviera si trova il piccolo comune, dal nome quasi impronunciabile, di Herzogenaurach (22.918 abitanti). E’ un nome che nulla dice ai più, se non navigando in Internet e scoprire che esso è una capitale mondiale dello sport, almeno delle calzature e dell’abbigliamento. In esso, infatti, hanno la sede niente che meno l’Adidas e la Puma, due colossi i cui marchi sono indossati da milioni di sportivi in tutto il mondo.

Questa vicinanza suona strana e viene da chiedersi il perché di queste due realtà così vicine ma tanto lontane allo stesso tempo. E, che senso ha che due leader mondiali si trovino a pochi metri l’uno dall’altro.

Questa è una storia che parte da lontano: dal secolo scorso, esattamente dal 1924.

Nella cittadina erano nati all’inizio del secolo i fratelli Rudolf “Rudi” ed Adolf “Adi” Dassler, il cui padre faceva lo scarpolino e la madre la lavandaia. Di ritorno dalla tragica 1^ Guerra Mondiale Adi ebbe l’idea di produrre scarpe sportive, lo fece utilizzando come spazio il cortile-lavanderia di casa.

Mentre Adi si occupava della produzione Rudi si occupava della distribuzione. La loro esplosione, come racconta il magazine americano Fortune, avvenne nel 1936 con le Olimpiadi di Berlino, quelle che fece andare in bestia Adolf Hitler che dovette a denti stretti appendere al collo, per ben quattro volte, l’oro olimpico a Jesse Owens, atleta di colore statunitense, il grande vincitore di quei Giochi Olimpici, divenuto leggenda.

E fu proprio a quell’atleta che l’azienda dei fratelli Dassler aveva fornito le scarpette della vittoria olimpica, lungi dal pensare che avevano puntato sul cavallino vincente.

Ma con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale le cose cominciarono a cambiare, l’azienda, infatti, fu riconvertita in una fabbrica per la costruzione dei bazooka e Rudolf inviato sul fronte polacco, mentre suo fratello Adolf rimase a dirigere la fabbrica.

Terminata la guerra, quando gli Alleati arrivarono a Herzogenaurach, lasciarono Adi al suo posto in azienda, mentre Rudi venne spedito in carcere con l’accusa di essere stato nazista. Così finiva la storia dell’azienda di famiglia. Era il 1948.

Se Adi rimase al suo posto dando vita alla Adidas, Rudi passava al di là dell’Aurach, il fiume che divide la cittadina bavarese, fondando la “Ruda”, divenuta successivamente “Puma”.

Questa rivalità, come si racconta, si riversò anche nella vita comunale, tanto che chi lavorava per l’Adidas (acronimo di Adolf Dassler) era malvisto se avesse sposato un dipendente della Puma e viceversa. Non solo, ma l’appartenenza ad una delle due aziende aveva anche una connotazione religiosa e politica: chi apparteneva alla Puma era conservatore e cattolico, chi era dell’Adidas protestante e socialdemocratico.

Dal 2009 le cose sono però cambiate, le due aziende hanno sotterrato l’ascia di guerra.

In quell’anno, infatti, gli operai dell’una e dell’altra parte formarono un’unica squadra sfidando i loro dirigenti. Vinsero gli operai per 7 a 5.

Oggi nella piazza centrale di Herzogenaurach campeggia una fontana in cui due bambini giocano al tiro alla fune: l’uno con scarpe Adidas l’altro con Puma.

Massimo Rosa

direttore@panathlonarea1.it

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02 settembre 2018

Notizia redatta da Redazione